25.11.2020

Piero Angela e Roberto Burioni contro i no vax

Preso di mira dalle eccelse menti che popolano i social networks in attesa dell’ora di cena e di un sipario che cali sulle loro sublimi giornate, il virologo Roberto Burioni ha recentemente sostenuto quanto di più ovvio esista in natura, vale a dire che la scienza non possiede una natura democratica e che l’opinione di un esperto non può essere equiparata a quella del comune cittadino nemmeno per un istante, dato che l’esperto fonda le sue tesi sui fatti, mentre il comune cittadino si limita a ripetere a pappagallo una serie sterminata di chiacchiere, da intendersi nell’accezione alta e heidegerriana del termine, giusto per non urtare altrui sensibilità e altre amenità del caso.

In un mondo dove la parola democrazia è stata svuotata del suo significato e dove il diritto di parola universale ha trasformato tutti in epidemiologi, virologi e geni incompresi, persino l’evidenza scientifica è stata investita da un’ondata di relativismo senza precedenti, come se i fatti e le prove fossero frutto di una mera opinione, soggetta a revisione periodica sulla base di una votazione a maggioranza.

A dare man forte al dottor Burioni nella sua crociata contro i mulini a vento è recentemente sopraggiunto Piero Angela, forse il più noto divulgatore scientifico italiano, che ha ribadito nel corso della trasmissione televisiva In Mezz’Ora come i fatti rappresentino un banco di prova inappellabile e come sia buona norma adattare ad essi le nostre opinioni, invece che cercare di fare aderire la realtà alla nostra visione del mondo.

Mentre il bizzarro popolo no vax sfilava in corteo a Roma per chiedere a gran voce la libertà di poter morire di poliomielite senza che lo Stato si intrometta troppo nelle questioni private di mamme e papà, il duo Angela-Burioni ha dunque cercato di instillare un minimo di buon senso in chi si dovesse trovare ancora dubbioso, spiegando pazientemente come la velocità della luce non si decida per alzata di mano e come le opinioni lascino sostanzialmente indifferenti le leggi scientifiche, per loro natura poco avvezze a curarsi dell’umano pensiero.

Probabilmente destinato ad entrare nel novero dei rettiliani e dei soggetti presenti sul libro paga di Big Pharma (entità astratta ormai paragonabile a Satana o a Pazuzu), Piero Angela ha dunque spezzato una metaforica lancia in favore della verità e della razionalità, concetti talmente poco democratici per loro stessa natura da spiazzare tutti coloro che sperano di poter conseguire una laurea in virologia sulla base del tempo trascorso sul web ad aspettare cene e riposini serali.

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